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16 mag 2018

COSA SIGNIFICA ESSERE “IN CRISTO”?


COSA SIGNIFICA ESSERE “IN CRISTO”?

Culto del 07 Feb 2016

Predicatore: Past.Luigi LaTorre

(Chiesa Criatiana Evangelica)

Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Efesini 6:10
Obiettivo delle predicazioni delle scorse domeniche è stato quello di incoraggiare ad acquisire la consapevolezza della propria identità di figlio/figlia di Dio; obiettivo dell’odierna predicazione è quello di chiarire cosa vuol dire essere ‘in Cristo’.
Dio vuole portarci ad un più alto livello di fede, di unzione e di soprannaturale, ma per farci salire di livello vuole rivelarci la Sua volontà, perché solo con la rivelazione possiamo afferrare i principi spirituali e sperimentare nuovi livelli. Il Suo proposito è quello di operare in noi una trasformazione mediante il rinnovamento della mente.
Romani 12:2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.
Il mondo vuole che ci conformiamo ai suoi standard. Ad esempio vuole farci credere che sono morali cose che per Dio non lo sono. Vuole farci credere che possiamo raggiungere la felicità se riusciamo a possedere certi beni. Ci offre modelli di gioia e di benedizione che sono ingannevoli e che nulla hanno a che vedere con i modelli divini. Assecondarli è pericoloso, e per evitare che ne restiamo vittime, Dio vuole che trasformiamo la nostra mente e che la conformiamo alla Sua Parola. Tale trasformazione, però, non avviene attraverso una semplice conoscenza mentale della Parola, bensì attraverso la rivelazione che di essa vuole darci.
Il pastore Luigi La Torre condivide con la chiesa la sua esperienza di conversione. Parla della gioia che provò, ma anche della dura opposizione messa in atto dalla sua famiglia. Nella nostra chiesa gli sembrava tutto bello e perfetto, solo con il passare del tempo si è accorto che invece niente era perfetto, dato che tutti siamo in fase di trasformazione. Di una cosa però si rese conto: che vi regna un sincero amore per Dio, che nulla viene fatto in malafede o per tornaconto personale. I suoi familiari erano convinti che gli avessero fatto il lavaggio del cervello, ma in realtà nessun lavaggio del cervello era stato praticato dagli uomini, era stata la Parola di Dio ad avere operato in lui una trasformazione interiore.
Oggi il mondo insegna la teoria dell’evoluzione, secondo la quale l’uomo come è oggi sarebbe venuto fuori dalla scimmia, nostro antenato peloso a quattro zampe. La maggior parte delle persone è propensa a prestare fede ad una simile assurdità anziché all’opera creatrice di Dio. Gli evoluzionisti credono che da una iniziale condizione bestiale, l’uomo si sia evoluto in positivo, mentre è vero l’esatto contrario: egli è stato creato in cielo ad immagine di Dio e oggi sta andando sempre più in basso, sempre più verso il peccato, verso l’immoralità, sempre più lontano da Dio.
È vero, Dio vuole farci il lavaggio del cervello! PermettiamoGli di mettere dentro di noi i Suoi pensieri, che sono più alti e più potenti dei nostri. Quando la nostra mente sarà trasformata, potremo dire di conoscere la Sua perfetta volontà e salire di livello. Se cambia la nostra mente, cambia anche il nostro cuore, perché si riempie di fiducia in Lui, di speranza, di aspettativa, e quando cambia il nostro cuore, cambiano le circostanze, perché per fede possiamo vederle cambiate.
Per Dio esistono due categorie di persone: quelle che sono fuori da Cristo e quelle che sono in Cristo.
Colossesi 4:5 Procedete con sapienza verso quelli di fuori riscattando il tempo.
1Tessalonicesi 4:12 affinché vi comportiate onestamente verso quelli di fuori e non abbiate bisogno di nulla.
Quando parla di ‘quelli di fuori’, la Bibbia non si riferisce a chi è fuori dalla chiesa, ma a chi è fuori da Cristo. O si è in Cristo o si è fuori da Cristo, a prescindere dalla chiesa che si frequenta.
Ma che caratteristiche ha chi è in Cristo?
2Corinzi 5:17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.
Chi è in Cristo è una nuova creatura. Essere in Cristo, infatti, non è un luogo, ma una posizione spirituale a cui non si accede andando in chiesa, infatti si può essere in chiesa e non essere in Cristo. Si può stare per decenni in una chiesa cristiana e non essere cristiani. Per essere in Cristo bisogna compiere un atto di fede personale: dichiarare con tutto il cuore che Gesù è il Salvatore e accettarLo come Signore della propria vita. Allora si riceve Cristo nel cuore, si acquista l’identità di figli di Dio e con essa si riceve autorità.
La Scrittura afferma che non c’è alcuna condanna per chi è in Cristo, chi non è in Cristo, invece, vive nel senso di colpa e di condanna, nella paura, nell’insicurezza.
Romani 8:1 Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito
Non tutti i credenti sono consapevoli della propria posizione in Cristo, infatti c’è chi si vede in modo naturale, parla e vive in modo naturale. Costoro continuano ad essere influenzati dal vecchio uomo che era in loro e agiscono come gli Israeliti dopo l’uscita dall’Egitto. Erano diretti verso la terra promessa e per raggiungerla avrebbero dovuto impiegare undici giorni, ma ahimè, impiegarono quarant’anni! La vecchia mentalità li portava sempre indietro. Si lamentavano e vedevano solo problemi e impedimenti. Così è chi non cammina per lo Spirito, mentre chi cammina per lo Spirito vede la Parola, vede le risposte di Dio, vede le soluzioni.
Abbiamo un grande bisogno di ascoltare la Parola di Dio e abbiamo la facoltà di scegliere se affermare, come Paolo: “Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica”.
L’uomo naturale nasce in Adamo, ossia fuori da Cristo, ma come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo- 1Corinzi 15:22.
Il valore che noi diamo alle cose dipende da come siamo.
Quando Mosé inviò le dodici spie per ispezionare la terra di Canaan, dove Dio aveva detto che scorreva latte e miele, al ritorno dieci di esse riferirono che era una terra abitata da giganti, al cui confronto loro erano come cavallette. Soltanto due, Giosué e Caleb, videro quelle stesse cose con occhi diversi, con gli occhi della fede. Si fidavano della promessa che l’Eterno aveva fatto a Mosé: “Io ti ho dato ogni luogo che il tuo piede calcherà” e dissero che certamente ce l’avrebbero fatta.
Per chiarire ulteriormente cosa significa essere in Cristo, il pastore illustra tre passaggi chiave:
1. In Cristo abbiamo una nuova posizione.
Il nemico cercherà di riportarci indietro: ai fallimenti e agli eventi negativi del passato; cercherà di farci pensare con una mente pessimista, ma la Parola afferma: Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove – 2Corinzi 5:17.
2. In Cristo abbiamo benedizioni spirituali
Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo
3. In Cristo abbiamo grandi ricchezze
Evitiamo di concentrarci sulla nostra condizione naturale e sui nostri bisogni, perché la Parola di Dio dice: in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza – 1Corinzi 1:5.
Il rinnovamento della nostra mente avviene un po’ alla volta, stando con la Parola di Dio. Ma cosa occorre fare per essere in Cristo?
Galati 3:26 perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù.7 Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.
Molti predicano che figli di Dio si nasce. Non è vero, la Bibbia non lascia dubbi in merito. Essa afferma che figli di Dio si diventa attraverso la fede personale in Cristo Gesù. Come già detto, per diventare figli di Dio bisogna fare una dichiarazione di fede nell’opera salvifica di Gesù e accettarLo come personale Salvatore e Signore.
Il battesimo di cui si parla nel versetto 27 non è il battesimo in acqua, ma quello ‘in Cristo’, l’unico che salva e che immerge il nuovo credente nel corpo di Cristo, cioè nella Sua Chiesa.
La Bibbia definisce in vario modo chi siamo in Cristo: dice che siamo santi, che facciamo parte della Sua Chiesa, che siamo il tempio dello Spirito di Dio, che siamo nel piano eterno di Dio, che siamo completi e riempiti con la pienezza di Cristo, che siamo arricchiti, che siamo luce nel Signore e sicuri nell’amore di Dio.
Nel libro degli Efesini, l’apostolo Paolo cita sette attributi per coloro che sono in Cristo.
1. Fedeli
Efesini 1 :1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per la volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù.
Dio ci vede fedeli, cioè costanti nell’amore per Cristo, anche quando siamo infedeli. Dobbiamo vederci fedeli anche noi per camminare in modo fedele. Spetta a noi scegliere di avere passione per Cristo e di camminare con Lui fedelmente.
2. Benedetti
Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.
Dio desidera vederci nella benedizione. Spiritualmente e legalmente questo è avvenuto. Se abbiamo dei problemi, non dobbiamo tollerarli, ma combatterli con determinazione e decretare la loro soluzione. Dio non vuole che tolleriamo, ma che vinciamo. Attraverso un aneddoto, il pastore illustra che sta a noi scegliere se farci seppellire dalle circostanze della vita o se liberarcene e salire di livello.
3. Eletti
Efesini 1:4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore.
La parola ‘eletto’, oltre che ‘prescelto’, vuol dire anche ‘di gran pregio’. Questo versetto afferma che Dio progettò la nostra esistenza ancor prima della fondazione del mondo. Implicitamente dice che siamo nati nella Sua mente, che non siamo nati per caso e che ci ama così come siamo.
4 Predestinati
Efesini 1:5 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà.
Anche se da sempre aveva un progetto per noi, Dio non ha deciso il nostro destino; Egli semmai preconosceva cosa avremmo fatto nella nostra vita.
L’adozione di cui si parla in questo versetto è qualcosa di diverso dall’adozione come la intendiamo noi e riflette il significato che i Romani attribuivano a questo termine. Essi affidavano i loro figli ad un precettore per un tempo e quando raggiungevano una certa età li stabilivano come eredi. Erano figli, ma solo dopo un periodo di addestramento veniva loro data una posizione di autorità che li abilitava ad amministrare un’eredità. Anche con Dio è così: con la paternità c’è anche l’eredità.
A questo punto il pastore, per incoraggiare chi si trova ad affrontare qualcosa di grave che vuol fargli credere di avere fallito il piano di Dio, dice che il Signore ha sempre in serbo per noi un piano b, perché con Lui c’è sempre speranza. Egli raddrizza i sentieri ed è sempre pronto a fare qualcosa di nuovo.
Viene portato l’esempio di Ruth. Divenuta vedova, avrebbe potuto pensare che per lei non c’era più speranza, ma volle seguire la suocera Naomi, e grazie a quella decisione divenne la bisnonna di Davide. Anche per Bath -Scheba Dio aveva in serbo un nuovo progetto. Dopo l’adulterio con Davide e la morte del figlio, divenne la madre di Salomone, della stirpe di Gesù.
5. Grandemente favoriti
Efesini 1:6 a lode della gloria della sua grazia, mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio.
Dio ci ha accettati e grandemente favoriti nell’amato suo Figlio. Ci ha raccomandati e posti in una corsia preferenziale, per questo possiamo reclamare le benedizioni che ci ha promesso. Perché siamo in Cristo siamo scritti nel libro della vita, nel libro della fede, e possiamo beneficiare della Sua Grazia.
6. Scelti
Efesini 1:11 In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà.
Dio ci ha scelti, cioè ci ha tratti fuori dalla massa. Quando Anania si recò da Saulo per imporgli le mani, gli disse che Dio lo aveva scelto, e da allora l’apostolo Paolo fu sempre mosso da questa consapevolezza.
7. Sigillati
Efesini 1:13 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa.
Chi è in Cristo è stato sigillato con lo Spirito Santo. Il sigillo rappresenta la garanzia, indica che siamo cristiani autentici. Pietro dimostrò tutta la sua fragilità quando rinnegò Gesù, ma quando, con la discesa dello Spirito Santo fu sigillato, prese la parola per predicare e in un sol giorno tremila persone si convertirono a Cristo.
È sufficiente avere la conoscenza mentale di queste cose? No! Non è sufficiente. Occorre anche:
Dichiarare: Morte e vita sono in potere della lingua; quelli che l’amano ne mangeranno i frutti-
Proverbi 18:21.
Immaginare: poiché, come pensa nel suo cuore, così egli è – Proverbi 23:7.
Pensare nel cuore vuol dire immaginare, meditare, vedere se stessi mentre si realizza quel proposito. Molti dichiarano la Parola, ma le loro circostanze negative non cambiano perché il solo parlare positivo non basta, per cambiare le situazioni occorre avere la fede nel cuore.
Credere – Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: “Spostati e gettati nel mare”, e non dubiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avverrà, qualunque cosa dirà, gli sarà concesso. Marco 11:23
Il dichiarare e l’immaginare devono essere accompagnati dal credere, cioè dalla condizione di certezza e di riposo che si ha nel cuore. C’è differenza tra il credere e l’avere fede: credere vuol dire sapere di avere una promessa, l’aver fede comporta un’azione.
Agire – Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai-Giosuè 1:8.
Il desiderio di Dio è farci salire di livello, portarci verso una nuova condizione spirituale, per questo vuole che siamo perfetti in Cristo Gesù.
Colossesi 1:28 che noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù.
Se il nostro cammino cristiano si è bloccato, non scoraggiamoci, riprendiamolo con maggiore zelo, permettiamo a Dio di ammaestrarci e correggerci, perché Egli vuole servirsi di ciascuno di noi. Essere in Cristo non è una posizione passiva, ma una posizione di fede, e come abbiamo iniziato il nostro cammino cristiano con un atto di fede, per fede dobbiamo continuare a camminare.
Colossesi 2:6 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in Lui.
Per far comprendere alla chiesa cosa prova il Padre Celeste per quelli che sono in Cristo, i Suoi figli, il pastore Luigi narra un episodio della propria vita.
Si trovava nel corridoio della scuola di suo figlio nel giorno degli esami di terza media. Quando il ragazzo fu chiamato dai professori, secondo la possibilità che questi avevano offerto agli allievi: iniziare l’esame con un argomento a piacere, disse di voler suonare con la chitarra un canto cristiano. Ne spiegò il contenuto dicendo che Dio ci cerca anche quando non ci occupiamo di Lui. Dal corridoio il padre ascoltava, e con lui molte altre persone. Alla fine i professori si alzarono e gli tributarono un grande applauso, a cui si unì quello di chi si trovava nel corridoio. Incuriositi, molti chiedevano: “Ma chi è quel ragazzo?” e il pastore, emozionato, soddisfatto e compiaciuto: “È mio figlio!”.

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